Le sue opere sono dirette e provocative. I media parlano di lui. Di recente una delle sue opere, “Balloon Girl”, si è autodistrutta dopo essere stata venduta per oltre un milione di sterline a un’asta di Sotheby’s a Londra.  Tanto da essere rinominata “Love is in the Bin” (l’ amore è nel cestino). A dicembre 2018 è comparso il suo ultimo lavoro, “Season’s greetings”. Un murales che sembra rappresentare un bambino sotto la neve.  Un augurio di fine anno dell’ artista inglese? 

Chi è Banksy? 

L’identità di Banksy rimane ancora oggi misteriosa. I suoi graffiti sono comparsi per la prima volta negli anni ’90 a Bristol, in Inghilterra. A parte questo sappiamo ben poco dell’ anonimo artista che ha sempre rifutato di rivelare la sua identità.  La  street art  di Banksy è ironica e provocativa ed è apparsa su muri, ponti e strade di città di tutto il mondo.  Trattano tematiche quali le assurdità della società occidentale, la manipolazione mediatica, l’omologazione, le atrocità della guerra, l’inquinamento, lo sfruttamento minorile, la brutalità della repressione poliziesca e il maltrattamento degli animali. 

 

Season’s greeting

Il suo ultimo lavoro, “Season’s greetings”, comparso a Port Talbot, in Galles, rappresenta l’ennesima provocazione di Banksy.  Da un lato del muro vediamo un bambino, con un completo invernale e con la bocca aperta sotto i fiocchi di neve. Sembra una immagine che ci ricorda questo periodo di feste invernali. Ma giriamo l’angolo e troviamo un fuoco in un cestino dell’ immondizia che emana fumi e cenere nel cielo.  

Port Talbot è una delle città più inquinate del Regno Unito e sede di una acciaieria. I residenti si lamentano da mesi per la presenza di polveri nere che ricoprono case, auto e parchi.  

Ancora una volta Banksy ha lanciato la sua provocazione su una tematica importantissima come l’ambiente e il futuro delle prossime generazioni. Il messaggio è chiaro, ricordiamoci del nostro Pianeta anche in questo periodo di feste.